2011 – Dott.ssa Donatella Rizzi

Attraversare tutte le correnti figurative del Novecento, attraversarle e sintetizzarle; sintetizzarle e andare oltre. Sintetizzarle con l’intimismo e la sofferenza di un’arte fatta di verbi: amare, violare, nutrire, soffrire, mordere, guardare, invidiare. Verbi coniugati al passato, un passato mitico in cui vivono Leda, sirene. Ed in cui vive il vissuto intimo, personale, il vissuto di Rosario Tortorella. Un’arte, la sua, fatta di passioni e sofferenze, un’arte fatta di SOFFERTIVITA’, di quella sofferenza che danno le affettività che sanno lacerare e nutrire, far crescere e accompagnare verso il futuro guardando sempre a quel passato. Tratti increspati, come se le stesse figure vivessero un dramma turbativo, scosse da un fremito, da un sussulto. Storie intense, storie fantastiche e oniriche, trasposte sulla scena eterna del teatro, che è la vita.

SOFFERTIVITA’ significa soffrire di emozioni e di affetti, spesso deviati e laceranti; lo stupro, la violenza sui minori; ma ci sono anche il gioco, la maternità, la realtà ed il sogno, la materialità e la spiritualità, l’estasi e lo spasmo. C’è tutto nell’arte di Rosario Tortorella, colori vividi e stesi su piani che vanno in fondo nella tela e nell’animo di chi guarda, stupito, le favole di ieri, ed i drammi di oggi. Un’arte che travalica il tempo, che sa guardarsi indietro e che sa contemplare con turbamento l’oggi.

19 febbraio 2011

Dott.ssa Donatella Rizzi

(Esperto e studioso d’Arte).