2013 – Simone Giacalone

Guardando l’opera ” Possibilità” di Rosario Tortorella

“Se il mondo gira in fretta,

Se il mondo dimentica

non vuol dire che io debba ignorare.

Se il mondo è muto

non vuol dire che io debba stare in silenzio.

Se il mondo è cieco

non vuol dire che io debba abbassare lo sguardo.

L’esserci in questo mondo è un privilegio

non voglio sprecarlo

tantomeno uniformarmi.

Voglio essere fedele al mio cuore.”

03 giugno 2013

Simone Giacalone (scrittore)

2013 – Araxi Ipekjian

Rosario Tortorella predilige come medium la pittura, ma dal connubio con la scultura nascono opere polimateriche dal respiro tridimensionale e dallo stile onirico e ancestrale.

La passione per il disegno e la pittura, accompagna l’artista sin da bambino formandosi ed evolvendo di pari passo con la sua crescita personale.

La vita è la massima fonte d’ispirazione dell’opera di Rosario Tortorella che esprime sentimenti, sogni e paure che da sempre hanno accompagnato l’uomo, attraverso simboli che vivono in una dimensione onirica.

giugno 2013

Araxi Ipekjian

(Saggista e Critico d’Arte)

su “ArtAntis.info”, Trimestrale d’Arte- n.14, aprile-maggio-giugno 2013

2013 – Antonella Iozzo

Testo critico dalla collettiva “Fantasia Creativa” in
permanenza su www.bluarte.it

“La fantasia creativa di Tortorella
scolpisce le emozioni della sua anima in sculture che trattengono lo spirito
dell’artista. Sono opere che rivelano l’uomo a se stesso facendo cadere le
barriere tra conscio e inconscio, tra dentro e fuori, tra il razionale ed il
passionale. Convergenze che aprono le porte a una nuova avventura dell’estro
sedotto dalle linee sinuose della forma, dalle curve volumetriche capaci di
sfiorare il mordente corporeo e trasformano il simbolico in profondità
sfrangiata dal sogno. È un’orchestrazione di sentimenti nell’armonia narrativa
di storie che bruciano il desiderio distendendolo e consolandolo nel cromatismo
che erutta da una superficie scultorea inquieta e scabra.”

di Antonella Iozzo

27 marzo 2013

2012 – Articolo Elly Sirianni (giornalista)

IL SENSO DELLA VITA

Rosso, viola, nero e poi i blu e i gialli. La tavolozza dei colori si trasforma in linee e curve. Della matita non v’è più traccia e sulla tela prende forma l’universo femminile. Sono mamme, suore, guerriere, vergini e aliene.

(…) Dall’altra parte della stanza, quegli stessi colori ritraggono atmosfere oniriche e desideri infranti.

Qui i corpi di donna sono monocromatici e le forme diventano epiche, a raccontare di imprese fantastiche in mondi immaginari.

I corpi si confondono e si fondono in un amplesso arcaico, che si consuma tra il sacro e il profano. Dal pennello dell’artista escono corpi alati e visi demoniaci e croci. Le tele di Rosario Tortorella raggiungono una dimensione originale che si dipana lontano dai formalismi accademici.

(…) traspare il piacere del gioco, l’ansia del confronto con il proprio IO e il coraggio di scendere nel labirinto della propria psiche.

(…) Le introspezioni di Tortorella costringono a intraprendere il viaggio; nel proprio IO, nei sogni e negli incubi ricorrenti, nei desideri non confessati, perfino nella sessualità più nascosta che ciascuno di noi tiene pudicamente celata.

(…) c’è un filo conduttore che passa di tela in tela. Il colore: il rosso vermiglio e i viola che attraversano le tele (…) sembrano voler la passione dei tratti, il dissidio psicologico che muove gli artisti e il moto dell’anima. Mai uguale a se stesso. Capace di generare evoluzioni perenni in mondi apparentemente sconosciuti di una dimensione astrale e di un nuovo EGO.

li, 14 novembre 2012

Elly Sirianni

(Giornalista)

2012 – Testo critico di Rocco Mandalari

“Leda e il cigno”

Il dipinto ritrae una donna, Leda, che si accoppia con un cigno, Zeus, su un manto erboso che scivola su un corso d’acqua corrente. In questa scena pittorica irrompe tutta la sensualità della figura femminile, che si abbandona all’amore di Zeus. L’eros è il soggetto principale, l’unione antropozoica è il suo tramite, in una rappresentazione fantastica sapientemente elaborata. Lo sguardo di Leda sembra assente, esanime, poiché, raggiunto l’apice del piacere sensuale, abbandona il regno dei vivi per collocarsi in quello del mito. Zeus veste i panni del cigno, non per ingannare la sua amata, né per oltraggiare i sentimenti di lei, ma per condurla in una dimensione meta-umana.

li, 26 agosto 2012 Rocco Mandalari

(Poeta, scrittore, critico d’arte)

2012 – Nota critica di Cristina MADINI

Le opere presenti in mostra, obbligano il visitatore ad entrare nella trama del dettato pittorico, a forare la superficie e scendere nelle atmosfere pervase da tensioni emotive. Atmosfere surreali e oniriche, caratterizzate da cromatismi vibranti, raccontano uno stato di sospensione. Questi lavori sono costruiti sulla dialettica dei contrasti, paradiso e inferno, uomo e natura, eros e thanatos, nell’alternarsi di colori forti, stesi con pennellate asciutte e scabre. Sono rappresentazioni dove il confine fra reale e immaginario é estremamente labile e dove la nettezza segnica si addolcisce soprattutto là dove segue i profili di alcune trasparenze, o quando delinea la forma delle nuvole e le increspature del mare. Evocando atmosfere di solitaria contemplazione, queste narrazioni visive immergono l’osservatore in un altrove parallelo, ideale rifugio per ripiegarsi in una quieta introspezione. Il montaliano male di vivere ha intaccato alla radice la bellezza. Ecco perché, con indomita urgenza, Tortorella continua a spingersi oltre quel versante dove la pittura soppesa una certa umana irrequietezza.

Roma, 30 giugno 2012

Cristina Madini – Esperto d’Arte, pittrice e Direttrice della Galleria d’Arte contemporanea RossoCinabro

2012 – Nota critica Prof. Livoti

SEGNI…in itinera

Una iconografia dell’attuale, quella di Rosario Tortorella. Una realtà dal sacro all’umanizzazione del sacro stesso in cui anche l’accezione del senso storico dell’humanitas biblica travolge gli eventi pittorici dell’artista.

Tortorella esprime simbologie arcane e simbiotiche nel dipanare storie che, dall’umano al divino, guardano alla realtà in rapida dissoluzione. Le fasi della vita costruite in alternate sensazioni di metafore, a volte oscure, a volte primordiali, altre surreali, che hanno in comune l’uomo del tempo e nel tempo. “…il pittore non deve dipingere quello che vede, ma quello che si vedrà.”- Paul Valery.

maggio 2012

Giuseppe Livoti

(Docente di Metodologia della critica d’arte e Critico d’Arte)

2011 – Prof.ssa Rossana Rossomando

La liricità dell’Essere nell’opera pittorica di Rosario Tortorella.

La soavità di un fulgido sentimento lirico pervade l’originalissima opera pittorica di Rosario Tortorella, maestro dell’arte grafica e creatore di uno stile pregnante e voluttuoso, unico nella sua meravigliosa fluidità.

Autore forte di tempra e versatile di cuore Tortorella è un artista generoso di forme e di colore, concreto e saldo nella sua espressività non priva di un elevato anelito lirico che ne caratterizza tutta l’opera.

Ciascun lavoro costituisce un “unicum”, il tratteggio di un pensiero filosoficamente consolidato da una simbologia essenzialmente umana, mentre I’eticità traspare da corpi e colori ben delineati, densi e corposi nella loro trasparente verità.

La perfezione della figura umana, soprattutto femminile, fa parte di uno studio attento ed accurato frutto di una volontà univoca e propositiva.

Cultore del bello, Tortorella è creatore di immagini luminescenti in cui sogno e realtà si mescolano per far capo ad una immaginazione che dà pieno riscontro a pensieri e sentimenti. La natura e l’acqua, l’astratto ed il concreto, il sogno e la realtà si uniscono magicamente nella realizzazione di elaborati stupefacenti in cui tenui atmosfere rispondono a tecniche operative altamente qualificate dalla sensibilità dell’artista. La luce e l’ombra pervadono atmosfere d’intima e soffusa luce che s’interseca con la figura umana creando scenari tipici di un sovramondo in cui spazio e tempo sconfinano in orizzonti infiniti. Tutto ciò da luogo a molteplici interpretazioni che richiamano l’immensità del Creato e del Dio Creatore, nella immaginifica concezione-creazione di un’altra dimensione in cui tutto avviene secondo il volere del Padre Celeste, ispiratore del misericordioso bene che circonda ogni aspetto dell’umano.

E nell’opera di Tortorella l’umano traspare dal vero e dal vivo, da tutte quelle cose e persone che egli rappresenta con vera maestria, con l’arte di chi platonicamente dipinge ciò che sente, quel “quid” che armoniosamente si mescola al pensiero ed al sentimento. Da ciò deriva l’ineffabile mistero che pervade l’esistenza umana, la ricerca dell’Essere in tutte le cose che Tortorella magicamente scolpisce in figure che dal dipinto si materializzano in forma autentica e tangibile.

L’ampia sensibilità coloristica fa del Maestro Tortorella un inimitabile creatore di panorami e spazi estremamente realistici e concreti. L’acqua, la luce, l’infinito sono elementi veritieri di dipinti dì incantevole magia in cui il pensiero si perde nell’estrema lucidità di un’estatica contemplazione.

In tutto ciò il Maestro pone in luce la sua estrema sensibilità di dispensatore di immagini fluide e rasserenanti in cui la speranza lascia il posto alla fede in una verità inconoscibile. Il limite etereo tra finito ed infinito si spande in un impeto di coscienza che dà forma al colore e alla luce che emerge prorompente da ogni angolo della tela. L’armonia tra i soggetti e le forme, tra il concreto e l’astratto, si manifesta nella solarità dei volti e delle figure da cui emerge uno studio attento e perspicace dell’impareggiabile artista.

Le immagini giocano in infinite trasparenze che rendono appieno il senso di una realtà concreta e rituale dove il confine tra il sogno e l’immaginazione diviene un irnpercettibile sentimento del vero.

La figura umana, armoniosa nelle forme si delinea nei puri spazi di atmosfere ora nitide ora oscure ma pur sempre pregnanti di quella forza coloristica che fortifica l’immagine e il tempo. Il senso dell’infinito pervade ogni quadro che Tortorella dipinge con l’incanto-veemenza dell’Artista che segue la mente e il cuore. Le immagini pregnanti stupiscono l’osservatore che da esse trae le veritiere introspezioni dello spirito. Sicuramente efficace nella sua multilateralità creativa, Tortorella è e rimane artista di ampio spessore critico, creatore ed esecutore di arte viva ed originalissima volta a successi certamente irripetibili, fiori all’occhiello per la nostra terra……

Reggio Calabria, 23 luglio 2011

Prof.ssa Rossana Rossomando

(Poetessa, giornalista, Critico letterario e dell’Arte)

2011 – Dott.ssa Sabrina Falzone

ROSARIO TORTORELLA

Gli algoritmi della vita

Sobrie ambientazioni di sapore classico si aprono sull’idillio umano, impreziosendo con nuove luci emozionali la ricerca artistica di Rosario Tortorella, leggero nel suo cromatismo tenue e nelle sue fantastiche peregrinazioni cerebrali. E’ il viaggio della sensibilità creativa verso altri scenari di onirica sembianza, suggellato dall’atmosfera di un’ipotetica realtà visiva che scandaglia il tempo, lo spazio, il suono.

Sovrano di quest’algoritmo esistenziale che sintetizza la pittura di Rosario Tortorella, è il silenzio, che sovrasta le architetture della mente, diluendole verso l’amabile irrevocabilità dell’universo teoretico. E’ un itinerario inconscio che la psiche compie con totale perdizione nell’attesa di ritrovare la luce reale; nell’attesa di ritrovarsi.

Dott.ssa Sabrina Falzone

(Critico e Storico dell’Arte)

Milano, 20 luglio 2011